A proposito di Ipermare

“Questi sono i sentimenti che cerchiamo di trasmettere con Emotion for Change: la meraviglia, lo stupore della bellezza e il mistico senso di unità che sia la natura che la musica possono trasmettere. Vogliamo incoraggiare il pubblico ad agire in modo ecologico e rispettoso, non per paura del futuro, ma per amore della natura”.

La nascita di Ipermare

Se abbinassimo alla musica e all’economia dei concetti diversi, potremmo forse creare emozioni nuove? E magari, tali emozioni, potrebbero contribuire al cambiamento necessario rispetto alla crisi ambientale, sociale e individuale che stiamo vivendo?

È la sfida che il progetto Emotion for Change ha fatto sua dal 2015, attraverso concerti, spettacoli educativi, produzione di video artistici e album musicali, l’ultimo dei quali, dal titolo Ipermare, è uscito proprio in questi giorni, dopo ben tre anni di gestazione.

Ipermare è un termine preso a prestito dalle ricerche di due scienziati americani, Mark e Dianna McMenamin (vedi Hypersea) che a noi ha evocato un’immagine: quella dell’interconnessione globale e collaborativa fra gli esseri di natura. È questa immagine che ha ispirato e guidato la realizzazione dell’album. 

Partendo dall’esempio di come si comporta il mondo vegetale, abbiamo voluto esplorare e poi raccontare modalità inedite di relazione.

Trattandosi di musica, innanzitutto lo abbiamo fatto con i suoni che compongono l’album: dopo aver trascorso lungo tempo a contatto con la natura, scrutando le sue lente e continue metamorfosi, abbiamo provato ad organizzare le frequenze sonore in una sorta di analogia con quanto l’osservazione ci aveva portato incontro. Immergendoci, ad esempio, fra gli alberi del bosco, titolo di uno dei brani dell’album, lo sguardo si fissava di volta in volta su alcuni particolari: un albero maestoso o una fogliolina posata su ramo secco. Ciò che si rivelava è un continuum in cui nulla appare perfettamente simmetrico o “ordinato”; eppure la bellezza e il senso di armonia pervadono quel luogo in ogni sua parte, dal micro al macro.

Elevare l'arte al nutrimento dell'Anima

L’arte, così come la salute, l’istruzione, la cultura, la ricerca scientifica, l’informazione, non dovrebbero essere regolate dalle logiche del mercato: la ricchezza che questi ambiti apportano va misurata in termini di nutrimento per la salute e il benessere psicofisico delle persone, non in denaro.

 

Al giorno d’oggi accade il contrario: il mercato “regola” questi ambiti e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. È uno stato delle cose talmente radicato che si fatica a comprendere che potrebbe essere anche diversamente, che potrebbero essere esplorate altre vie, in cui al centro vi sia l’essere umano e la natura, non gli interessi economici. Abbiamo condiviso queste idee con amici che operano nel settore economico e che da anni lavorano con le aziende portando, attraverso l’arte, impulsi verso nuovi paradigmi di sviluppo; con loro ci siamo messi alla ricerca di un nuovo modello, il cui obiettivo è di sottrarre l’arte alle logiche del mercato e di essere replicabile.

Siamo partiti ponendoci alcune domande: se lasciamo l’arte, e gli altri ambiti suesposti, nelle mani del mercato, ciò che viene restituito è nutrimento per l’essere umano o per gli interessi economici di qualcuno? A cosa serve la vita economica se non a sostenere queste sorgenti di salute per gli esseri umani e per la natura? Riporre l’essere umano e la natura al centro e la vita economica al loro servizio è quanto mai necessario al giorno d’oggi. Utopia? Sogno? O forse un filo d’erba che inizia a sbucare dal cemento?

E la musica? Beh, provate ad immaginare se all’interno di un qualsiasi ensemble musicale, rock band o orchestra sinfonica, ognuno volesse far emergere se stesso a scapito degli altri, cosa ne uscirebbe? Può dunque il mondo della natura, e l’arte che da lei trae nutrimento, ispirare un modello economico collaborativo? Tali sono le domande e le riflessioni che stiamo condividendo in cerchi sempre più allargati. Che contenuti simili entrino nel dibattito quotidiano, che si creino gruppi interdisciplinari che li affrontino con determinazione e sistematicità, lo riteniamo quanto mai necessario al giorno d’oggi. Al momento non vi sono strade da percorrere, ma da tracciare.

Per Ipermare, quanto siamo riusciti a realizzare da questo lavoro è la collaborazione con varie realtà che ci hanno offerto un sostegno economico per coprire le spese di produzione, di stampa dei vinili e dei libretti; inoltre abbiamo avuto la partecipazione di due studi che hanno curato la grafica e la parte web. In pieno spirito di condivisione, la distribuzione dei compensi ai musicisti ha tenuto conto della necessità di ciascuno; alcuni poi hanno deciso di rinunciarvi, altri l’hanno devoluto a un progetto dedicato a persone svantaggiate, la Casa da Musica, a Trujllo, in Perù.

Creazione di un disegno Ipermare

Qui a lato è possibile vedere un video realizzato dall’artista figurativo Marco Tidu, ispirandosi alla musica Ipermare. 

Arte: Guida verso un futuro sostenibile

L’arte ha il potere di guidare il progresso umano
aiutandoci a pensare oltre i nostri limiti e ostacoli.
Il suo potere è necessario più che mai,
poichè il nostro mondo si trova ad affrontare una crisi sanitaria e ambientale senza precedenti.
Il mondo dell’arte può, e deve, svolgere un ruolo fondamentale
nel ripristinare l’equilibrio del nostro rapporto con la natura e non solo,
in particolare perchè l’arte ha un impatto sul modo in cui le persone si definiscono
in relazione al mondo che le circonda.

Abdulla Shahid, Presidente della 76a Assemblea generale delle Nazioni Unite

Abbiamo scelto di rendere disponibile a tutti l’album e il libretto, direttamente dal nostro sito evitando così di essere tracciati o profilati che, com’è risaputo, genera enormi profitti a nostra insaputa.

Noi raccomandiamo di scaricare album e libretto, per essere meno impattanti sull’ambiente.

Come si legge nel libretto: “abbiamo fatto del nostro meglio per corrispondere ai nostri ideali di rispetto e attenzione per la Natura che ci circonda, ben consapevoli di tutti i nostri limiti”…